Giovanni Camboni

I VERSI DELL’INNOVATORE GIOVANNI CAMBONI

Nato a Pattada nel 1917, è ricordato come una delle voci più alte della poesia sarda. Rappresentandola sempre in purissimo e limpido suono logudorese, con una forza espressiva ed originale non comune, ha composto liriche robuste, solenni, suggestive e di profonda sensibilità e umanità. Coltivando sapientemente l’ispirazione oltre i canoni tradizionali ha creato versi densi di pensiero e immagini di sapienza letteraria. È considerato un vero innovatore, per forma e linguaggio, della linea poetica moderna affermatasi in Sardegna nella seconda metà del secolo scorso. Cresciuto nella naturale e vitale scuola poetica locale, scopre la lettura e coltiva lo studio di grandi autori stranieri (Lorca, Majakovskij, Neruda) che orientano Camboni a sperimentare i nuovi modi espressivi e così giungere a “esiti di astratta purezza, frutto di una sapiente fusione di tradizione e innovazione”. Dopo le prime sofferte prove di scrittura, senza un sostanziale riscontro critico, la sua linea poetica moderna trova l’interesse di attenti letterati; questi gli permettono di affermarsi e conseguire i maggiori riconoscimenti nei concorsi più importanti degli anni ’70 e ’80. Leonardo Sole, suo grande estimatore, gli riconosce “un verso meditato, che traduce il vissuto quotidiano in misurate geometrie, egli trova la sua giusta misura di poeta nel tracciare paesaggi lenti e ariosi con gesto largo e solenne, che subito piega a movenze sinuose e romantiche”. Come tanti sardi, anche Giovanni Camboni conobbe gravosi lavori e lunghi anni di emigrazione in Francia. Ritornato a Pattada è poi assunto come impiegato del Comune e s’impegna attivamente da sindacalista. Scompare nel suo paese natale il 17 febbraio del 1991.

Cristoforo Puddu

  1. Comente est su poeta
  2. Dulze notte
  3. Sorre morte
  4. Sa poesia est bellesa