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Francesco Manconi: "In un Paese civile un Sindaco non dovrebbe essere libero di spacciare inesattezze".

Il Consigliere Manconi risponde alla polemica col Sindaco Toni Saba

E' evidente che l'ultimo scritto del Sindaco, apparso sul suo sito, sia l'esternazione di una persona in palese difficoltà politica. In alcuni passaggi si nota una caduta di stile, che non fa certamente onore ad un rappresentante delle istituzioni. E' refrattario alla critica. Dimentica che il dissenso rientra nella normalità della vita democratica, poter esprimere un'opinione è una conquista fondamentale e irrinunciabile. L'immensa voglia d'esternare e comunicare al mondo d'essere una sorta di mago catalizzatore di risorse per la collettività, appare come la sindrome che i moderni psicoanalisti definiscono: 'amore eccessivo per la propria immagine, che deriva dall'investimento esclusivo dell'energia libidica sull'IO'. E' lapalissiano che un qualsiasi normalissimo amministratore debba fare azione politica per reperire risorse, questo non deve apparire come un evento eccezionale e sopranaturale. Desidero tuttavia abbandonare, temporaneamente, la tiritera della paternità delle risorse pervenute al nostro comune, alle quali dedicheremo un documento assestante, per entrare nel merito dei reali problemi che affliggono il nostro Sindaco pro tempore, e per rispondere ad alcune sue avventate e scomposte affermazioni.
Premetto che l'iniziale mancanza di linee programmatiche costringe evidentemente l'attuale maggioranza a vivere alla giornata. Qualsiasi cittadino percepisce che c'è improvvisazione, vige un'insopportabile vuoto di potere politico derivante, in parte da una coalizione di maggioranza eterogenea e demotivata, ed in parte da un capo dell'esecutivo accentratore che vanifica le deleghe esautorando gli assessori da qualsiasi decisione. L'azione solitaria del Sindaco (vi ricordate un solo uomo al comando?) ha determinato la morte del Consiglio; luogo deputato istituzionalmente alla programmazione, indirizzo e controllo, oltrechè al confronto delle idee, purtroppo diventato un semplice votificio. Il disprezzo totale delle istituzioni si è poi palesato in un episodio verificatosi tempo fa. L'Amministrazione Provinciale aveva individuato la città di Nuoro e Bolotana come sedi per svolgere un dibattito di livello internazionale, sulle problematiche dell'Iraq e sulle vicende della guerra. L'assessore provinciale alle attività sociali, che fece al Sindaco richiesta verbale e scritta per l'uso della nostra Sala Consiliare, non ebbe mai lo straccio di una risposta. Il dibattito che certamente avrebbe dato lustro alla nostra comunità, fu spostato ad altra sede. Che tristezza! In un Paese civile il rispetto verso gli altri, siano esse persone o istituzioni, è un atto dovuto. Non si può pretendere rispetto senza riconoscerne il diritto agli altri, in virtù di una legittimazione popolare-elettorale che sembra permettere e giustificare ogni arroganza.
Desidero ricordare ancora, alcune conventions organizzate e prefabbricate assieme ad alcuni suoi compari regionali, dirigenti dell'Ente Foreste, dove, per evidenti scopi elettorali, venivano millantati tantissimi posti di lavoro.
Sindaco! A tal proposito, dia una sbirciata all'ultima finanziaria regionale, vedrà quante sorprese. Addebitare poi il disastro che si sta consumando nel centro del nostro Paese per gli attuali lavori in corso, esclusivamente alla ditta esecutrice, è la dimostrazione dell'inconsapevolezza del proprio ruolo. Chi deve controllare che le risorse pubbliche vadano a buon fine? Chi deve salvaguardare i cittadini dai disagi quotidiani a cui sono sottoposti? (case allagate e impercorribilità delle strade). E' stato convocato e consultato il direttore dei lavori? E' stata richiesta una relazione dettagliata della corretta esecuzione dei lavori? Speriamo che in futuro non intervengano gli organismi giurisdizionali predisposti per improvvida gestione di risorse pubbliche. Rispetto a questa vicenda qual è il ruolo del Sindaco: svolgere azione di prevenzione o assistere attonito e inerte? Per entrare poi nel merito dei Piani Integrati Territoriali, il Sindaco continua ad avere dell'argomento una conoscenza, per usare un eufemismo, vaga e per certi versi mistificatoria. Desidero suggerire al Capo dell'esecutivo che quando si parla di atti di programmazione così importanti è obbligatorio abbandonare la demagogia e l'uso della disinformazione, per affrontare l'argomento con serietà e senso di responsabilità. Liquidare la questione, accusando la Provincia di aver fatto azione irresponsabile soltanto perché lesa nella sua maestà è la dimostrazione palese della scarsa conoscenza dell'argomento e delle leggi che la regolano. Infatti, la L.R. n.14 del 26 febbraio 1996 nell'istituire i P.I.A., all'art.3 recita che la Provincia, predispone e coordina i programmi e ne determina le risorse, promovendo forme di collaborazione tra i soggetti pubblici e privati.
Quindi la Provincia, non ha un ruolo marginale ma rilevante nel programmare le scelte di sviluppo del proprio territorio, ruolo, peraltro, rafforzato dalla legislazione nazionale con il Dlgs 267 del 2000 e successivamente con la modifica del titolo 5° della Costituzione. La tanto decantata giunta di centro destra, ha di fatto disatteso la legge procedendo esclusivamente con la proposta di rimodulazione e atti aggiuntivi, impegnando le risorse fino al 2006, marginalizzando il ruolo della nostra provincia rispetto alle altre in quanto di centro sinistra, invitandola alla sottoscrizione di protocolli già preconfezionati ed escludendo da questo canale di finanziamento alcuni comuni considerati avversari politicamente. Sottolineo inoltre che a mente dell'art.n.11 della 14/96, il parere della Provincia è obbligatorio sia per la rimodulazione che per gli atti aggiuntivi dei PIA: E' documentato che tutto ciò è stato disatteso, il nostro Sindaco ne è a conoscenza ma distrattamente o (maliziosamente?) ha omesso di scriverlo. Come ha coscientemente omesso di scrivere che la Giunta Regionale ha deliberato il finanziamento delle risorse per il centro polifunzionale disattendendo l'art.16 della L.109 la quale prevede che un opera per essere finanziata necessita di un progetto preliminare. E' documentato che la suddetta giunta regionale deliberò nella prima settimana di Maggio, mentre la giunta comunale deliberò l'approvazione del progetto il 26.05.2004 alle ore 17.30. La stessa Giunta Regionale ha stravolto dunque lo spirito della legge, aprendo profonde lacerazioni tra le amministrazioni locali, e per il carattere spesso clientelare che fino ad ora li hanno caratterizzati contraddicono l'idea ispiratrice del legislatore che mirava ad una equilibrata e guidata crescita dello sviluppo con la programmazione dal basso delle risorse. Quindi il sottoscritto, nella seduta consiliare del 29 giugno non ha votato contro l'allocamento delle risorse nella nostra Provincia, (invito il Sindaco a verificare l'ammontare delle risorse certe che senza strombazzamenti sottoscritto ha portato nel territorio) ma contro un atto palesemente illegittimo e su cui esiste parere di illegittimità da parte degli organismi di controllo preposti. Confermo quindi che le suddette risorse rimarranno nel nostro territorio con l'auspicio che se ne faccia un uso più intelligente. Colgo l'occasione per ribadire di non essere contrario al centro polifunzionale di Ortachis: Ribadisco la mia totale contrarietà ad una programmazione cervellotica delle risorse pubbliche che prevede lo strombazzato centro di educazione ambientale. Se il Sindaco fosse uscito dal suo angusto e piccolo mondo e avesse fatto fare un' indagine seria a livello più vasto, avrebbe scoperto che tutti i centri esistenti nella Provincia sono miseramente falliti. Avrebbe sicuramente capito che prima di istituire i CEA sarebbe stato necessario fare formazione, finalizzata a creare le competenze per gestirli, creare le condizioni strutturali per farli progredire nel tempo ed evitare che diventino inutili ectoplasma. Tutto ciò si potrebbe evitare se si avesse maggiore consapevolezza e rispetto del ruolo dei Consigli quali luoghi di programmazione e confronto. Sono convinto che in un Paese civile un Sindaco non dovrebbe essere 'libero' di spacciare inesattezze, di coprire di livorechi non la pensa come Lui, ribaltando la realtà, alterando i fatti, volutamente o per ignoranza degli stessi. Credo che per il bene della nostra Comunità e del nostro Territorio sia necessario essere tutti più responsabili.

FRANCESCO MANCONI
Bolotana 2-08-2004

 

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