Bonaventura Licheri

La storia di Bonaventura Licheri è alquanto misteriosa, lasciando a tutti alcune ombre. Un servizio, firmato da Mario Cubeddu, apparso nel luglio 2006 sulla rivista “La Grotta della vipera”, da un degno contributo a chiarire almeno in parte questa vicenda. Sul volume degli estinti di Neoneli, afferma Mario Cubeddu, risulta un Bonaventura Licheri nato nel 1667 e morto nel 1733, una personalità di buon livello culturale, probabilmente persino nobile, che frequentò per alcuni anni i collegi dei gesuiti (Compagnia di Gesù, di Sant'Ignazio da Loyola), a Cagliari e a Sassari, con la quale Compagnia mantenne, sia pure allo stato laicale, continui e concreti rapporti. Nello stesso volume risulta anche un secondo personaggio con lo stesso nome e cognome nato a Neoneli un anno dopo, nel 1734, e defunto nel 1802. Se così, come ricorda Cubeddu, questo canto faceva già parte del Repertorio dei gosos della confraternita di San Vero Milis, a conclusione del Rosarium, non possiamo che pensare che la traduzione in sardo dell'Ave Maria è opera di quello nato nel 1667 e morto nel 1733.
Deus ti salvet Maria

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COSTANTINO LONGU    FRANCESCHINO SATTA    POESIE IN LINGUA ITALIANA

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