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Muschitteras
tessent
trobōjos de pentzamentos
e non faent bėere
carignare
a manos nuas
padentes dae bentos lėmpiaos.
Marzane
seo
e attu areste pertiatzu
criccande pane.
Zentes.
In cortizas.
Po poder bėvere
čssere astore
depo
e curiosare
buffare in mitzas
torrare
a cando
cun pantalones accontzaos
bisos in carrela
bessio a liberare.
A tando, a tando
!
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Per poter vivere
Grovigli di pensieri tessono zanzariere e non mi fanno vedere, accarezzare a mani nude lindi boschi
spazzati dai venti.
Volpe sono e striato gatto selvatico cercando di nutrirmi. Gente. Nei cortili.
Per poter vivere devo essere astore e curiosare, dissetarmi in sorgenti, tornare a quando con pantaloni
rattoppati lasciavo casa per liberare i sogni. A quel tempo, a quel tempo... !
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Motivazione della Giuria
Con un originale procedimento la poesia parte dal concetto di una zanzariera che non difende dal mondo esterno, ma al contrario impedisce di goderne appieno. Meglio quindi essere volpe o astore, animale selvatico che faticosamente cerca il cibo, ma non ha vincoli. Per arrivare al desiderio fortissimo di un ritorno all'infanzia, cun pantalones accontzaos, povera quindi, ma libera di seguire i propri sogni.
I versi liberi e brevi riescono con poche immagini a trasmettere il messaggio e lo stato d'animo dell'autore e a generare un forte senso di empatia e partecipazione.
Secondo Premio del "Premio di Poesia in Lingua Sarda Benvenuto Lobina" 2026 a Villanova Tulo.
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