Poeta in lingua sarda

Costantino Longu

Bolotana, 1904 — 1978

Costantino Longu

Biografia

Copertina del libro Rimas mias di Costantino Longu
Rimas mias, raccolta poetica postuma

Costantino Longu nacque a Bolotana il 2 aprile 1904 e morì la notte di Natale del 1978, all'età di settantaquattro anni. Conosciuto affettuosamente come thiu Costantinu, è ricordato come una delle voci più significative della poesia sarda del Novecento e come uno dei maggiori poeti della tradizione culturale del Marghine.

Rimasto orfano della madre durante l'infanzia, conobbe fin da giovane una vita povera e difficile. Non ebbe la possibilità di frequentare le scuole superiori, quelle che egli stesso chiamava sas iscolas artas, ma possedeva una profonda sensibilità, una straordinaria memoria e una naturale capacità di osservare e raccontare la realtà attraverso la poesia.

Si dedicò per tutta la vita al lavoro e alla famiglia, senza mai abbandonare la composizione poetica. Fu sposato con Luisa Mura, originaria di Santu Lussurgiu, e fu padre di Bachisio, Vittorio, Vanni, Rosangela, Giuseppina e Francesco. Ai figli e ai nipoti dedicò versi affettuosi e profondi, nei quali emergono il valore della famiglia, il rispetto, il sacrificio e gli insegnamenti fondamentali della vita.

Nel corso della sua esistenza compose più di trecento poesie in lingua sarda. Partecipò inoltre a numerose gare poetiche improvvisate, confrontandosi con alcuni dei più importanti poeti estemporanei del Novecento. La sua prima gara poetica ricordata si svolse a Santu Lussurgiu nel 1945, insieme agli amici Peppe Sotgiu e Simula. Negli anni successivi ebbe modo di poetare accanto ad autori quali Tucconi, Piras, Budroni, Sassu e Seu.

Costantino Longu conobbe personalmente grandi protagonisti della poesia sarda, tra i quali Remundu Piras, e dedicò numerosi componimenti ai poeti scomparsi. Tra questi figurano Antioco Casula, noto come Montanaru, Melchiorre Murenu e lo stesso Remundu Piras, al quale fu legato anche da rapporti di amicizia e condivisione poetica.

La sua poesia attraversa tutti gli aspetti dell'esistenza: l'infanzia, il dolore, la povertà, il lavoro, la famiglia, l'amore, la fede, la morte, la natura e la vita quotidiana del paese. Scrisse anche numerose modas dedicate ai santi venerati a Bolotana, tra cui San Bachisio, Sant'Isidoro e Sant'Antonio, manifestando un sentimento religioso autentico e profondamente radicato nella tradizione popolare.

Grande amante della natura, cantò la terra, le campagne e la montagna di Bolotana, descrivendo con immediatezza il mondo agricolo e pastorale. Nei suoi versi trovano spazio anche gli animali, gli antichi mestieri, le consuetudini comunitarie, le feste religiose e i personaggi della vita paesana.

Tra le sue composizioni più intense è ricordato il “Lamentu de su giovanu zegu”, dedicato a un bambino di Bolotana nato cieco. Attraverso le parole del giovane, il poeta esprime il desiderio di poter vedere, anche soltanto per un'ora, il volto della propria madre:

“Dami sa vista, nessi pro un'ora,
pro lu ider su visu 'e mamma mia,
poi torrami zegu, e so cuntentu!”

Alla Madonna dedicò i “Gosos de Nostra Signora”, nei quali la preghiera si unisce alla musicalità della lingua e alla semplicità della devozione popolare:

“Ave Maria, reina,
ses de s'altu Paradisu;
poi de s'antiga ruina
mudas su piantu in risu.”

La raccolta delle sue migliori composizioni, intitolata Rimas mias, fu pubblicata postuma nel 2001. Il volume, di circa centosessanta pagine, raccoglie un centinaio di opere e ripercorre idealmente l'intera vita del poeta, dal dolore per la perdita della madre fino a “Sas urtimas rimas”, l'ultima testimonianza della sua lunga attività poetica.

La prefazione del libro fu curata dallo scrittore e poeta Giovanni Piga, mentre la copertina venne realizzata dal pittore nuorese Giovanni Pirari. L'opera fu presentata nel febbraio del 2001 presso la Biblioteca Sebastiano Satta di Nuoro, davanti a un pubblico numeroso e partecipe.

Durante la presentazione, Giovanni Piga definì Costantino Longu una delle voci più alte e significative della poesia sarda, ricordandolo non soltanto come poeta, ma anche come uomo capace di trasmettere attraverso le sue rime i valori fondamentali dell'esistenza.

Nel 2002 fu istituito a Bolotana un concorso di poesia e prosa in lingua sarda intitolato alla sua memoria. Il premio, promosso dall'associazione culturale Cuncordu Bolotathanesu, contribuì a mantenere vivo il ricordo del poeta e a valorizzare la lingua logudorese e la produzione letteraria della Sardegna.

Nel 2004, in occasione del centenario della nascita, Costantino Longu fu celebrato con diverse manifestazioni organizzate a Bolotana e in altri centri del Marghine. La sua opera continua ancora oggi a rappresentare una testimonianza preziosa della cultura, della lingua e della memoria collettiva della Sardegna.

Poesie in lingua sarda

  1. A Bachis Remundu Basolu
  2. A Francesco nepode meu
  3. A Foricu Pitzolu
  4. A Gianni Pisanu
  5. A Mamma
  6. Ammentos
  7. A Peppe Sotgiu
  8. A Remundu Piras
  9. A Santu Giuanne
  10. A su sole chi tramontat
  11. A t'ammentas Maria
  12. A ti'Antoneddu 'Eriu
  13. A tiu Bachis Zuanne Pireddu
  14. Aurora de aprile
  15. Austu
  16. Badde 'e disisperu
  17. Badd' 'e Salighes
  18. Brigata Sassari
  19. Calchi Ottava cun Remundu
  20. Cando sa morte
  21. Carrasegare de su settantotto
  22. Dae su Redentore
  23. Est beranu
  24. Est notte
  25. Fadiga vana
  26. Fiore de aprile
  27. Fit istiu
  28. Ingratitudine e riconnoschenzia
  29. In memoria de Luiginu Cossu
  30. In memoria de Remundu Piras
  31. Lamentu de su giovanu zegu
  32. Moda a Sant'Antoni
  33. Moda a Santu Bachis
  34. Moda a Sant'Isidoro
  35. Moda a Sant'Isidoro 1952
  36. Moda a Sant'Isidoro 1960
  37. Moda a Sant'Isidoro 1961
  38. Moda a Sant'Isidoro 1966
  39. Moda a Sant'Isidoro 1973
  40. Moda a Santu Franziscu
  41. Moda a Santu Lussurzu
  42. Moda pro sos reduces de sa presonia
  43. Mortu su attu, sos sorighes ischertiana
  44. Mularza noa
  45. Musica
  46. Pobera mama
  47. Poesia
  48. Pro un'avaru
  49. Pro unu zaccafogos
  50. Pro sa morte de “Montanaru”
  51. Pro sa morte de Vittorio Mura
  52. Pro su chentenariu de Murenu
  53. Rimas tristas
  54. Sa caridade
  55. Sa Funtana Solitaria
  56. Sa cughina antiga
  57. Sa linna de zoza santa
  58. Sa ide e-i su inu
  59. Sa mendula rutta
  60. Sa mort' 'e su poberu
  61. Sa muzere ricca e macca
  62. Sa notte
  63. Sa pedra e s'arzola
  64. S'anzone
  65. Sa Pentuma
  66. Sa primavera
  67. Sardigna: ispera!
  68. Sas manadas de mesaustu
  69. Sa pudda dae s'ou de oro
  70. Sa Tessidora
  71. Sas urtimas rimas
  72. Sesta a punt'in mesu
  73. Sesta torrada
  74. S'mpresa romana
  75. S'iscultura
  76. S'istuzadora
  77. S'orfaneddu
  78. Sos cazzadores de Bolotana
  79. Sos piscadores improvvisados
  80. Sos zappadores
  81. Su barandau
  82. Su caddu e su molente
  83. Su candidadu in Bessude
  84. Su campusantu
  85. Su chercu de su cunzadu
  86. Su chercu mannu
  87. Su chistionu
  88. Su lupu ei s'anzone
  89. Su monumentu
  90. Su pettorri ruzu
  91. Su Pizzinnu zegu
  92. Su primmu amore
  93. S'urtimu mumuzolu
  94. Su telarzu
  95. Su Tribagliu
  96. Una mama sabia

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