Lei. La storia di una giovane madre che con la legge 37 è diventata imprenditrice.
Lascia la fabrica per giocare con i bimbi
(L'Unione Sarda 27 maggio 2005)

Bolotana. Il sogno di dedicare la sua vita ai bambini covato da Piera Pintus, giovane madre, diplomata presso l'istituto statale d'arte, con una forte propensione per l'intrattenimento e l'insegnamento, grazie ai benefici della legge 37 si è concretizzata nel modo migliore. Piera Pintus la madre imprenditriceInfatti da qualche tempo la sua piccola azienda "Girogioco" una vera ludoteca itinerante, sta divertendo i bimbi nelle piazze della Sardegna.

Servizio
di animazione
in tutta l'isola

La Pintus, operaia in una delle tante azienda sorte dalle ceneri degli stabilimenti chimici di Ottana, constatata l'insicurezza del posto di lavoro che inesorabilmente regna tra i lavoratori, tre anni fa, sfruttando la grande passione per il mondo dei bimbi, decise di realizzare un laboratorio di servizi con ludoteca itinerante per regalare ai fanciulli indimenticabili momenti di gioia e di divertimento. Girogioco è un'impresa che cresce quotidianamente, le richieste giungono dall'intera Sardegna, tanto che l'attività si è sviluppata in modo vertiginoso, creando di conseguenza alcuni posti di lavoro, che in momenti di crisi come gli attuali, servono sempre.

Opportunità
per le donne
che lavorano

Oggi la signora Pintus, gratificata per il successo ottenuto, intende estendere la sua attività, proponendo un nuovo servizio presso alcuni enti. Tra questi, ha individuato l'ospedale San Francesco di Nuoro come valido interlocutore: «Abbiamo proposto ai responsabili dell'Asl un nido e baby-parking aziendale, questo per contribuire al miglioramento della qualità della vita delle lavoratrici, anche attraverso la riduzione del tempo da dedicare alla ricerca e all'accompagnamento dei figli agli asili - sostiene la Pintus - ci candidiamo a intrattenere i bimbi con ludoteca, laboratori e diversivi vari». A questa imprenditrice, mentre parla della sua iniziativa, brillano gli occhi e a ruota libera descrive in che modo è maturata la sua passione verso l'universo dei piccoli: «Ho vissuto in una famiglia umile, dove il rapporto interno al nucleo famigliare è stato splendido, mio padre, un umile operaio, insieme a mia madre casalinga, mi hanno sempre indirizzato verso la libertà e il rispetto degli altri, la nostra casa era un punto di riferimento per i miei coetanei, si giocava, ma si studiava, questo con la massima libertà, senza imposizioni». Ci pensa un attimo, poi aggiunge: «E' un'attività semplice, anche se molto impegnativa. Insieme alla sottoscritta, collaborano alcune figure altamente specializzate, come due laureati in scienze dell'educazione, un pedagogista e un tecnico in attività fisiche e motorie, ma è anche innovativa, nata dall'esigenza vissuta nel quotidiano e l'assenza di servizi dedicati ai bambini». Sulla proposta avanzata ai vertici dell'Ospedale San Francesco, è fiduciosa che il progetto possa andare avanti «Essendo io stessa madre, operaia e imprenditrice capisco e sento in prima persona i sacrifici necessari per poter sopravvivere nel mondo del lavoro ma senza sacrificare la famiglia. Il servizio proposto agevola il lavoro delle donne, poiché una professionista, dopo aver studiato per anni, con tirocini e corsi vari, deve essere posta nelle condizioni di affermarsi, senza gli impedimenti che possono derivare dal fatto di dover dedicare più tempo ai figli». Un servizio che sicuramente avrà il parere favorevole di tante mamme.

Luigi Ladu