SA DIE DE SA SARDIGNA A ILLORAI: PROTAGONISTI I GIOVANI E GLI EMIGRATI. VIDEOMESSAGGI E IL COLLEGAMENTO CON IL CIRCOLO SARDO ALL'ISOLA D'ELBA

L'associazione Pro Loco APS Illorai ha finora – considerando l'ultimo triennio di attività – sviluppato molteplici incontri ed eventi di rilevo per conservare gesti, tradizioni, cultura e socialità solidale; stimolando conoscenze ambientali-naturalistiche territoriali e rilanciato localmente, nell'attualizzazione in tematiche, Sa Die de sa Sardigna.
Anche Sa Die 2026 è servita per riflettere e sapere ancor più di “noi” e de “Sa Sardigna benidora”. Attraverso i contributi delle esperienze proposte dai giovani locali, i messaggi vocali-video con i “nostri” emigrati e il filo diretto, in video conferenza, con il Circolo dei Sardi “Bruno Cucca” dell'Isola d'Elba (affiliato alla F.A.S.I. e guidato dall'illoraese Mario Zirone) si è cercato, nella cosciente analisi del passato-presente e responsabilità di memoria, di proiettare uno sguardo verso le possibilità future di comunità e della Sardegna.
La cerimonia de Sa Die, tenutasi nel Laboratorio Socio Culturale “Peppino Fois”, è stata inaugurata con la solennità dell'innalzamento, ad opera di giovanissime in costume, de Sa Bandhera de sos Battor Moros; il momento accompagnato dalla canzone “Mere Manna” di Piero Marras, onorato come autore e voce di identità e per l'impegno culturale verso la limba. Mere Manna è la Madre Sardegna, che da sempre alimenta e sostiene la vita del popolo sardo in sofferenze e speranze...
Sa Sardigna benidora è quella dei giovani e future generazioni che dovranno affrontare da protagonisti, con forza e dignità, il particolare ed attuale momento storico di mutamenti, nella consapevolezza di poter attingere a un patrimonio radicato di valori comunitari.
E proprio i giovani del Consiglio comunale ragazzi/e, attraverso la voce della “sindhiga” Giovanna Puddu, si sono interrogati “subra sa sorte ch'isetant...e subra su significadu de vivere sa 'idha, su territoriu, sa Sardigna e cun s'ispera, chi pro aere triballu, non si siat custrintos a lassare sa Terra nostra pro su Continente”. Giovani che, malgrado tutto, auspicano un futuro di nuova vitalità (e la loro freschezza e partecipazione lo è), nel segno e coltivo “de sas nostras traditziones”, per il piccolo centro goceanino.
Lo stesso intervento del sindaco Gianluca Grande, ha ripercorso il personale “attraversamento” di esperienze, maturate tra studio e lavoro all'estero, in Canada e Regno Unito, e il ritorno in Sardegna con nuove competenze e risorse professionali; conoscenze formative che ora si rivelano strategiche nell'impegno e progettualità politica amministrativa.
Mario Cossu, presidente della Pro Loco, da tecnico di Forestas individua la preziosità de “Su Monte comente risorsa de su Bennidore”: risorsa di sviluppo fondamentale per un turismo esperienziale, sia storico che rurale, in tracciati e percorsi contenuti nella “Mappa interattiva Sardegna sentieri”, e percorribile nel territorio di Illorai col Sentiero 603.
Sono seguiti gli interventi qualificati di due voci femminili: Tiziana Virde, laureata in Lettere, ha raccontato la sua esperienza di ricercatrice per contribuire a un'opera collettiva femminile, di testimonianza sui processi sentimentali e la dimensione formativa dei matrimoni nella Sardegna anni Cinquanta del secolo scorso. Uno studio elaborato con metodo, pubblicato dall'Editoriale Documenta con la consulenza scientifica della Biblioteca di Sardegna, in cui ha focalizzato l'attenzione al sostrato culturale e ai complessivi elementi di tradizione e memoria locale della comunità. La laureata in Scienze Agrarie Angela Mulas, impiegata e operativa presso la Cia-Agricoltori Italiani con attività di difesa del reddito degli agricoltori e nella promozione dello sviluppo sostenibile e biologico, ha evidenziato le possibilità professionali dei giovani nel ritorno alle mansioni lavorative in campagna: una sfida nel segno di un rinnovamento tecnologico e una reale speranza di futuro per l'economia sarda, che necessita prioritariamente il sostegno della politica, di enti regionali e delle amministrazioni locali.
Altri due interventi, appassionati in idealità e di spessore, hanno caratterizzato Sa Die a Illorai: Stefano Lavra, già presidente ISRE ed esperto di processi di patrimonializzazione culturale, ha illustrato in limbazu gavoesu il tema “Zobentude e cultura identitaria”. Il messaggio di Lavra si è concentrato sul percorso storico e identitario, che viene da radici millenarie di popolo, per infondere valori e sensibilizzare i giovani alla difesa del proprio territorio e Terra sarda; rileva che “sos tempos benidores sunt in sa zobania” e la comunità di Illorai dimostra vitalità e coscienza sociale nel promuovere riflessioni concrete nella giornata de Sa Die. Una rilettura della storia sarda ci ricorda il dovere di difendere il territorio “de mannos nostros” e sviluppare il coltivo personale e collettivo di riferimento alla “costante resistenziale sarda”. All'evento ha inoltre portato, ed esposto con emozione, la storica bandiera sardista del compianto Perantoni Marchi: simbolo di convinta resistenzialità sarda.
L'altro contributo è di Lisetta Bidoni, assessora alla Pubblica Istruzione della Provincia di Nuoro e presenza che di frequente onora le manifestazioni sociali e culturali a Illorai, ha argomentato sulla data del 28 aprile, istituita per celebrare identità storica, linguistica e culturale di popolo. Per la scuola è festività e preziosa occasione per riflettere su appartenenza e sardità, ma sono ancora ben poche le comunità che la celebrano. L'analisi della Bidoni scandaglia le tante ragioni di natura politica, culturale, sociale, storiche e il processo di omologazione e italianizzazione scolastica che, modellando l'istruzione con senso urbano/continentale, ha di fatto cancellato il determinante patrimonio linguistico culturale sardo. L'assessora Bidoni, ritiene “Sa Die de sa Sardigna è punto di partenza di un percorso di riscoperta, di valorizzazione e riappropriazione della nostra storia. Il nostro auspicio è che la Regione Sardegna promulghi, quanto prima, una legge regionale sulla istruzione, atta a tutelare le peculiarità storico-linguistico-culturali sarde”.
Chi vive in Sardegna considera i propri emigrati sempre parte della propria comunità, la simbolica Isola sarda vive in tutti i Continenti nel ponte di affetto e ricordi. In occasione de Sa Die, su proposta della Pro Loco, sono pervenuti tantissimi messaggi video dae fora, trasmessi e condivisi nella serata. I presenti hanno risentito voci e sentimenti di fratellanza e la comunità di Illorai ha sognato di essere più numerosa ed unita, immaginando “bighinados populados e bios comente in ateros tempos”. I video sono pervenuti dall'Australia (Sydney), inviati da Umberto Cossa e Teresa Gessa; Giovanna Corda dal Belgio e la numerosa comunità di illoraesi in Canada con i messaggi del decano Zuanne Sanna di 97 anni, Maria Giovanna Filia, Luisa Zoncheddu, Francesco Pireddu, Natalia, Franco e Anna Filia. Un prezioso contributo di valore storico è stato il video-messaggio donato da Adriana Valenti Sabouret, la massima studiosa del periodo rivoluzionario angioino e dei patrioti sardi a Parigi.
Emozionante il collegamento video con il circolo sardo all'Isola d'Elba che si distingue per impegno culturale, valorizzazione dell'enogastronomia, delle tradizioni e attività solidaristiche. Nell'occasione è giunto a Illorai anche il messaggio del presidente F.A.S.I., il goceanino astianino MossaB. I collegamenti sono stati resi possibili grazie alle “tecnologicas” Marilena Salis e Maddalena Cardu, le più giovani socie dell'associazione Pro Loco.
Sa Die 2026 a Illorai verrà ricordata anche per prima esibizione del giovanissimo gruppo di ballo, istruito dalle socie della Pro loco Franca Mula, Giovanna Muredda, Mia Muredda e Susy Ortu; altro storico debutto è stato quello del Tenore nou di giovani, che dimostrano subito carattere-qualità e soprattutto volontà e chiari segni di continuità culturale della tradizione che lega il canto alla radice e all'anima sarda. Il Tenore nou è composto da Daniele Galistu (mesa 'oghe), Raffaele Pittalis (boghe), Antonio Mula (contra), Antonello Piga (bassu).

Cristoforo Puddu