
PROGETTO PER NUORO NON VA IN FERIE E PROPONE DIBATTITI SULLE DIVERSE NECESSITÀ SOCIALI, L'ULTIMO INCONTRO ALL'IBIS HA TRATTATO DI STRUTTURE SOCIOSANITARIE RESIDENZIALI A NUORO
Il “Progetto per Nuoro” non va in ferie e continua a promuovere incontri-dibattito per mantenere alta l'attenzione su diverse necessità sociali. La struttura dell'associazione, tra volontariato e politica, è presidio e spazio aperto di socializzazione. La sensibilità verso le fasce più deboli anima i soci che operano con senso di appartenenza alla comunità nuorese e a tutte le collettività presenti nel territorio cittadino.
L'ultimo incontro tenutosi all'Ibis, introdotto dalla consigliera provinciale con delega alle politiche sociali Lisetta Bidoni, ha proposto il quesito su quali siano le prospettive per la realizzazione di strutture sociosanitarie residenziali (RSA) a Nuoro.
È evidente che un necessario potenziamento del servizio RSA territoriale, da attivare in città, significa finalmente considerare con attenzione ai determinanti fattori di invecchiamento della popolazione e alle relative problematiche legate a pazienti non autosufficienti; inoltre, significa supporto assistenziale alle famiglie e talvolta un importante contributo per evitare dei “ricoveri ospedalieri impropri” ma in mirate residenze sanitarie assistenziali.
Gli interventi di Domenico Mannironi (medico-direttore sanitario RSA Padru), Rosa Luche (assistente sociale) e di Elena Zidda (medico) hanno indirizzato e definito il quesito dell'incontro-dibattito.
I contributi, ad ampio raggio e su una problematica estremamente delicata e di reale sofferta attualità, ha messo in campo ed evidenziato una condizione sanitaria che non può essere ulteriormente trascurata. Dopo tanto preoccupante silenzio si è parlato di Nuoro come “area baricentrica” per una qualificante RSA o di strutture pubbliche (es. all'interno del presidio sanitario ASL e complesso ospedaliero “Cesare Zonchello”) fattibili all'adeguamento nella creazione di una “cittadella sanitaria”.
Evidenziate linee di indirizzo, normative e carenze normative in cui si incardina una struttura di servizio “verso persone che talvolta non hanno più speranza”. In Sardegna, i posti accreditati in RSA sono definiti da standard convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale e in base a profili assistenziali (R1, R2, R3A/B), a seguito di valutazione multidimensionale dell'ATS/Distretto di Salute di Base.
Emersi gli scenari complessi che impegnano figure professionali, verso pazienti e familiari, con senso e operosità da ospedale di prossimità. Ribadito il diritto alla salute e anche l'auspicato sinergico impegno tra politica e privato per ottimizzare i tempi di intervento nella realizzazione della emergenziale RSA nuorese.
Una navigazione difficile che, guardata con favore nei sentieri da percorrere, ha accomunato in impegno l'intervento del sindaco di Bitti e presidente della Provincia di Nuoro Giuseppe Ciccolini; gli intenti dell'imprenditore Giuseppe Casillo, le posizioni espresse dal sanitario Attilio Gabbas e le propositive trame avanzate dal consigliere comunale Alessandro Murgia; e ancora dai rappresentanti di cooperative sociali, dall'associazione Kairos-Insieme per accogliervi O.d.V. (Giuseppina Raggio), dal Centro ascolto e tutela della salute-Fare Cittadinanza O.d.V (Salvatore Porcu) e dai pazienti con malattie rare.
Significativa la partecipata adesione all'incontro delle attive sindacaliste Massimina Puddu, neo eletta coordinatrice UIL, e la combattiva Maria Luisa Ariu, segretaria generale CISL nuorese che sostengono, con fermezza, l'opportunità storica sanitaria per Nuoro e territorio.
Dall'incontro è emersa una volontà costruttiva di proposte e piantumato un seme ideale da cui avviare le prossime tappe verso un possibile e necessario servizio sanitario.
Cristoforo
Puddu