RICORDANDO FRANCESCO, UN PAPATO MISSIONARIO E L'INTENSA GIORNATA SARDA A CAGLIARI

La distintiva azione del papato di Francesco, dall'elezione del 3 marzo 2013 alla fine del pontificato il 21 aprile 2025, si è sviluppata nel profondo senso di missione “in uscita”: determinata verso la misericordia e l'incontro con gli ultimi in fraternità. Definito e incisivo messaggio universale missionario per una Chiesa sinodale e di assoluta, totale accoglienza.
Un percorso evangelico e di fede, caratterizzato dalla Parola di Dio e nella trasmissione della salvezza in Cristo, diretto a tutte le periferie esistenziali e a sconfinare dentro i cuori per la costruzione di ponti tra popoli e fedi.
Francesco invitava costantemente alla preghiera, a riflettere sulle molteplici criticità del mondo, derivate dalla mancanza di attenzione e rispetto alla sacralità della dignità umana. Frequenti i richiami alla condizione di migranti, di rifugiati e l'impegno missionario a sostenere “il diverso” dal nostro essere esistenziale e lontano dalle nostre logiche di sviluppo economico.
Insegnava a pensare contro l'abituale modo consolidato di agire, per aprirci in modo “rivoluzionario” verso ogni prossimo con fraternità e oltre alle diversità culturali e sociali. Un papato di sfida al silenzio delle coscienze, quello di Francesco, segnato dal magistero di “pace disarmata e disarmante”, frutto dettato da contributi di coraggio, verità e amore, mentre denunciava “una terza guerra mondiale combattuta a pezzi”.
Dal suo ultimo messaggio giubilare e dallo scritto Laudato sì è emerso, come non mai, il concetto di “debito ecologico”: ossia, quel debito, e squilibrio tra Nord e Sud, che il mondo ricco ha accumulato nei confronti della Terra ed ora impone una radicale riconsiderazione di natura complessiva ambientale ed etica; mentre con l'enciclica Fratelli tutti ha focalizzato il pensiero sulla necessità di affratellamento umano e amicizia sociale.
Il papato di Francesco è stato principalmente di presenza missionaria e di viaggi apostolici verso i luoghi delle periferie sociali, segnate dalla disumanità. Ricordiamo il simbolico primo viaggio a Lampedusa, l'8 luglio 2013, per richiamare sulle immani tragedie nel teatro del Mediterraneo e la denuncia dell'indifferenza globale al dramma dei migranti, testimoniando una Chiesa vicina a tutti gli ultimi e ai bisognosi.
L'aspetto caratteristico e spirito missionario di Francesco ha incarnato la viva attenzione e vicinanza alle diverse comunità cristiane del mondo, con senso di Chiesa accogliente, aperta, inclusiva; papato dialogante con i non credenti, per la costruzione di quella fraternità universale da cui può generare vera pace e bene comune. Un pontefice che ha saputo interpretare e leggere gli eventi del mondo e annunciato la gioia del Vangelo in modo “diretto nel suo parlare in favore dei più fragili, sferzante nei confronti dei potenti”.
I processi di trasformazione, innescati da papa Francesco per dare senso al suo principio programmatico “il tempo è superiore allo spazio”, hanno rafforzato l'idea di sinodalità e di Chiesa partecipativa, rivitalizzato in trasparenza la riforma della Curia, alimentato una Chiesa povera e vicina agli ultimi, incrementato la lotta agli abusi, il dialogo interreligioso e di pace, l'impegno per l'ecologia integrale, l'apertura su temi etici e pastorali, la promozione di un'economia giusta, ispirata a valori di dignità umana e cura del creato; e ancora l'iniziativa “The Economy of Francesco” e il “Patto Educativo Globale”, per un aiuto ai bambini a crescere come cittadini responsabili.
Il pensiero, a un anno dalla scomparsa, corre anche all'intensa giornata isolana di papa Francesco nel settembre 2013; accolto da un terzo dei sardi a Cagliari, cui ha donato parole forti pronunciate con il cuore. Parlando direttamente, a braccio, ai giovani e lavoratori ha raccomandato di “non lasciarsi rubare la speranza”. Il diritto al lavoro e alla dignità è stato il tema determinante della visita in Sardegna.
Memorabile il suo saluto in limba: “Nostra Signora 'e Bonaria bos acumpanzet sempre in sa vida”. N. S. di Bonaria, quest'anno ricorre il 100° Anniversario della Dedicazione della Basilica cagliaritana, è per l'intera Isola la patrona massima e madre spirituale.

Cristoforo Puddu