Rilievi
di Giuseppe Tirotto

Quella volta che ti sei stesa
sul tecnigrafo e t’ho misurato
ogni centimetro
con le mie righe di cristallo.
Reticoli miniati
su avvallamenti e colline,
prominenze, cavità
e fenditure, savane e radure,
e grovigli di linee parallele
che s’incontravano prima
che l’infinito incontrasse noi.

E non erano
bastati gradi e radianti
al cerchio di fuoco
inscritto nel triangolo
tra la bocca e le tue gambe
nude e aperte verso l’estasi.