Nuoro
di Mons. Pietro Meloni

 

Il “gigante” divino
sulla cima del monte
s’innalza verso il cielo
ed erge vittoriosa la sua croce
ispirando fortezza ed armonia
all’ardita città
cuore della Sardegna.
“Santa Maria della Neve”
umile all’ombra della cattedrale
spalanca le sue braccia ai pellegrini
e li guida festanti
al suo figlio risorto il “Redentore”.

Nuoro!

Adiòs Nugoro amada
icona iridescente
che spunti tra le rocce e tra gli arbusti
ed ogni giorno accogli
alveari di gente brulicante
che spalanca le case
a salutare in festa
gli ospiti incuriositi
dall’arcano pianeta di Barbagia!

“Santu Predu”
prezioso scrigno di memorie antiche
nei caldi focolari
e nelle tue chiesette
“Rusariu” e “Serbadore”
e “Santa Rughe”
sacrario dei Misteri della Pasqua!

Partono dal sagrato i cavalieri
per San Francesco a Lula
in tenzone spronando
i focosi destrieri…
Li attende il “filindeu”
nella gran “cumbessia”
mentre nel santuario
l’umil “Franciscu Santu”
invita alla concordia
e accende la preghiera.

Dal patio del Rosario
scendo alla “Solitudine”
prego nella chiesetta di Valverde
poi risalgo a San Carlo
e al Carmelo nascosto
m’immergo in “Bia Majore”
varco “Su Ribu ‘e Seuna”
ed ammiro i dipinti delle “Grazie”.

Oggi alla festa delle “Grazie Nuove”
sfila il corteo dei ceri
voto della città
onore dei tuoi figli.
I cori variopinti e ammalianti
dalle voci possenti
effondono armonie celestiali
evocando le voci dei millenni :
“Perdonu Deus meu!...”.

La sete di perdono
lampada luminosa della fede
vede i cuori abbracciarsi
attorno al vecchio ponte
al materno sorriso di Maria.

Cerco un soffio di storia
al glorioso “Cunventu”
all’umile fontana di “Istiritta”
ed alla maestosa “Tanca Manna”,
vedo Monte Gurtei
saluto Sant’Onofrio
e ascendo a Cucullìo
donde sgorga serena
la incessante preghiera
delle vergini sante
che nel claustro segreto
implorano sul popolo la pace.

Sorride l’Ortobene
avvolto tra le nubi e tra i misteri
fragrante di lentischi
nelle fonti di Ortai e Milianu:
“S’abba ‘e Milianu
torra su mortu a vivu!”.

All’orizzonte appare
sereno il mare della Baronia
gagliardo il Supramonte
e tra folte boscaglie
la Madonna del Monte
e il tempio forestale di Gualberto.

Discendo a “Baddemanna”
sognando di lontano Galtellì
patria di “canne al vento”
e del “milagro”
di Cristo Crocifisso.

Sbuffando ad Ugolìo
ecco il vecchio trenino
che fa fuggir tra i rovi
lucertole e mufloni...
Tra querce e roverelle
da un grande fuoco acceso
si diffonde il profumo dei “porcetti”
di “zurrete” e di “pecora in cappotto”
innaffiata con arte
da “su binu nigheddu”.

“Nugoro” antica è viva!
Non ha fretta di attendere
il giorno del giudizio.