Il mimo...

 

Un’ansa immota s’apparta

dal greto del corso

dinamico d'ombre;

e nera é la lacrima finta

che rianima il tempo

sul viso imbiancato del mimo.

Svuotato da veli di raso

spalanca lo scrigno ai suoi piedi;

e in gocce del suo carillon

danza un moto estenuato

che al rallentatore

rimarca la grazia visiva

in nobili forme d’un gesto

continuo … stentato.

Il senso del tempo

riprende espressione

nel tenue pallore lunare

di timidi moti decisi;

discreti sciabòrdi

di un suo fluttuare snodato

dal corpo che libra

nell'angolo fatuo.

E' sera d'inverno ed a spillo

il passo dell’ombre

ritrova il suo  viso nel mimo

che é specchio ingiallito residuo

a "vivi" fantasmi;

svestiti d’un soldo

al suo scrigno aperto.

Un soldo a compenso

di un tozzo di tempo passato

che "lì"…

di sotto al lampione

hanno appena sfiorato.

Gigi Angeli (24-12-98)

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