Afrodite moderna

T'allontanasti in bracciate di silenzio
nel sole d'un ceruleo Egeo, tu, nuotatrice
autodidatta dal coraggio di provetta
con la grazia d'Afrodite un tempo emersa
dagli stessi balenii.

Cercai di seguirti con le malcerte doti
della razza di chi meglio cammina
e peggio nuota, nel timore d'un fondale
sprofondato d'alghe, lontanante
subitaneo dai miei piedi.

Non ti raggiunsi. Muto comtemplai
il tuo ardire fiero e l'intero mio limite
che denso d'ire mi fece. Ah! Com'eri
vicina e lontana! Com'eri umana e divina
in un unico azzurro sospesa!

Ma sotto la tela ben tesa del giorno
diverso vivevo l'Istante tuo uguale:
vagabondavo solitario sulla rena
nella ricerca fatale del senso smarrito
per sempre.

Riccardo Furgoni  

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