Nino Fois

Tra mare e campagna

Tra i poeti isolani che si sono affermati in questi anni, Nino Fois si distingue per almeno due motivi. Nino FoisIl primo è che, essendo nato e avendo trascorso i primi anni di vita a Porto Torres, figlio di pescatore e in seguito pescatore lui stesso, nel tempo libero (di mestiere ha fatto il maestro), nelle sue composizioni parla molto spesso del mare, e di tutti i dettagli della vita e del mestiere di chi ne fa motivo di vita: argomenti tutti scarsamente conosciuti tra i sardi, che provengono nella grande maggioranza, o fanno ancora parte, del mondo agricolo e pastorale. L'altro motivo è che scrive ugualmente bene - poesie, racconti, opere teatrali - nel linguaggio che si parla a Porto Torres, ossia il sassarese, e in logudorese. Ma questa sua rara versatilità è legata purtroppo a un evento doloroso: fu infatti in seguito alla morte improvvisa del padre, quando egli era ancora bambino, che la famiglia si dovette trasferire a Usini, ed egli passò così dal mondo del mare a quello della campagna, e conobbe il nuovo linguaggio. La morte del capofamiglia ha segnato tutta la sua vita, anche per il modo tragico in cui avvenne: si trovava a bordo di una barca che usciva per la pesca in tempo di guerra, perchè impiegata per il rifornimento della popolazione in tempi di scarsi approvvigionamenti alimentari; ma il nemico pensò probabilmente che nascondesse attrezzature militari, e con numerosi colpi di cannone sparati da un sommergibile la mandò a picco, causando la morte di sette marinai, tra i quali suo padre. L'avvenimento è rievocato nella bella poesia che pubblichiamo, traendola dalla raccolta di poesie e racconti in sassarese A bassi veri ("A vele basse", come le barche quando entrano o escono dal porto), che è stata pubblicata nel 2001; due anni dopo è venuta la raccolta dei racconti in logudorese, Raighinas. Gli estimatori di Fois aspettano ora di veder uscire le poesie in logudorese, e poi anche le commedie che ha prodotto e fatto rappresentare ultimamente. (Chi fosse interessato ai due volumi già usciti si può rivolgere all'autore: via Savoia 7, 07100 Sassari, tel. 079.292532). La pagina di oggi è dedicata tutta agli affetti familiari, ed è mista perciò di gioie e di eventi luttuosi. Tra le prime segnaliamo quella dell'amico Foricu Paba che, come in parte racconta, ha avuto la fortuna di incontrare, dopo settant'anni, il suo compagno di banco della prima elementare; tra i secondi quello che ha toccato Mario Farru, emigrato in Toscana: ha tardato a mandare la poesia che aveva scritto per la nascita della nipotina Caterina, avvenuta a Natale del 2002, ma nel frattempo la bambina, colpita da un grave disturbo al cuore, non è sopravvissuta a un intervento chirurgico. Auguriamo che i genitori abbiano potuto in seguito dare alla luce un altro figlio, e tornare così a tempi più sereni, insieme con i familiari. (dal Messaggero Sardo)

S’ÀNDELA DE SA POESIA DAE DERIS A OE SA NOINA DE NADALE
  1. Aria e mari
  2. Arreminzende
  3. Campanas isoltas
  4. Candidaddu e Erettore
  5. Comare crabarissa
  6. Eande de rughe
  7. Giàmidu de amore
  8. Gobbura di la genti zerragghina
  9. In mudesa a ojos serrados
  10. Intregu
  11. La corra marina
  12. Nadale
  13. Prendas
  14. Sa limba mia
  15. Sempre est Nadale
  16. Soni e doru

Contos

  1. Inter caddos e poesia e....
  2. L'Ulthimu sonniu
  3. Su Truvadore
  4. Tia Cianedda
  5. Tiu Pedrumicheli

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COSTANTINO LONGU    FRANCESCHINO SATTA    POESIE IN LINGUA ITALIANA

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