Raimondo Bechere

Chi ha letto o sentito declamare le composizioni del poeta Raimondo Bechere (Bultei 13.08.1912 – 7.12.1993) le ricorda per il piacere coinvolgente dei versi, una vera e propria “pura balentia” di assonanze, in quel musicale gioco di parole che la rima immancabilmente crea e avvolge in contorni di mistero.

Tiu Remundhu aveva l’istintività lirica quasi da estemporaneo e una fluidità ritmica ed espressività armoniosa dei versi di chi “sente” e “vive” la poesia con innata naturalezza; nel suo “diario poetico” registrava con partecipazione, filtrandoli con intensità di immagini e in un coltivo di riferimenti culturali e di meditazioni personali, i significativi momenti del vivere familiare e collettivo. L’esperienza interiore e umana traspare maggiormente nelle ultime opere, con punte di profondo e sofferto lirismo interpretato con passione. Nelle sue composizioni si rievocano e rivivono soprattutto località scomparse (… Lesa chin Bortiòcoro, Usulai/ Lòrzia, Vena Tudi e Bulterina,/ sun biddas tottu andadas in ruina/ ch’istoria prezzisa no b’hat mai.//…); paesaggi (… Bultei. // … Hat bellos buscos, funtanas famosas/ baddes amenas chi daen recreu,/ b’hat robba ‘e cazza, unu ben ‘e Deu/ ch’est isvagu ‘e pessones dilettosas.//…); personaggi (… Illorai. // … Sa fama sua totue est notoria,/ finzas a cantu durat zente ‘ia/ s’ammentat de s’istoria ‘e Filia/ c’hat dadu a Illorai tanta gloria.//…) e tradizioni (Gosos de carrasegare: Sas malas artes ch’haias/ han fattu una fine brutta;/ oe Zorzi tind’est ruta/ sa mascara chi jughias.//…) della propria terra, ma si cimentava con valore d estrema creatività nei più svariati temi. La lirica che racchiude maggiormente, con puntualità storica e descrittiva, le caratteristiche accennate è: “Goceanu o Costera”, opera premiata, a metà degli anni ’80, nel concorso “Pietrinu Marras” di Bono. Tiu Remundhu inizio a “poetare” dall’età dei dieci anni e quel “germe” lo portò ad essere un protagonista nella prima edizione del Premio Città di Ozieri nel 1956, in cui conseguì una menzione d’onore; seguirono numerosi e frequenti riconoscimenti in limba nell’area del Logudoro. Si diceva particolarmente orgoglioso, negli ultimi anni di attività partecipativa ai concorsi letterari, per i riconoscimenti al “Diego Mele” di Olzai per un lavoro satirico e al “Damiano Filia” di Illorai. Diversi e di prestigio i successi in concorsi nazionali per elaborati in lingua italiana e il giudizio, che puntualmente riceveva, ne evidenziava la componente tematica che “si articola al segno dell’esperienza contadina del paziente duro lavoro dei campi”. Tiu Remundhu è stato un puntuale collaboratore di giornali e riviste letterarie sarde e nazionali (Sardigna Poetica, S’Ischiglia, Sardu So, Altura, Controvento, Linea Verde) ed è presente in diverse antologie in logudorese e in italiano.(C.P.)

  1. Bezzos in su sole

 

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