Bachisio Raimondo Motzo

Bolotana 1883 - Napoli 1970

Monsignore Storico e filologo. Nacque a Bolotana nel 1883. Divenuto orfano in tenera età, fu indirizzato agli studi ecclesiastici, rivelando ben presto l'elevato ingegno e la straordinaria predisposizione per la ricerca. Si laureò in teologia nel 1905, presso il pontificio seminario romano di Sant'Apollinare, e divenne sacerdote. Nel 1909 si laureò in lettere a Torino, allievo di Gaetano De Sanctis. Con una borsa di studio del collegio delle province di Torino, si recò a Berlino ove seguì i corsi dell'illustre filologo Stählin. Nel 1914 si affermò a livello internazionale con il saggio Lettera di Aristea a Filocrate. Vinto un concorso per l'insegnamento, si trasferì a Genova e poi a Cagliari.
Furono anni di incomprensioni con le gerarchie ecclesiastiche, ancor più aspre dopo il 1916, quando Motzo iniziò a collaborare con la Rivista di Scienza delle Religioni, mosso da intendimenti unicamente scientifici: posizione considerata "modernista" per la quale fu costretto a lasciare il sacerdozio (Lettera aperta a Benedetto XV, 1923).
Nel 1924 vinse la cattedra di storia antica presso l'università di Cagliari (che ricoprirà fino al 1953). Nel 1926 sposò l'aristocratica e illustre docente universitaria di filosofia Cecilia Dentice d'Accadia, che gli diede cinque figli.
Motzo fu un instancabile ricercatore e divoratore di libri: della sua ricchissima biblioteca i bombardamenti di Cagliari del 1943 distrussero 3800 volumi e molte miscellanee. Le sue ricerche storico-filologiche spaziarono dall'antichità classica - fu un grande studioso di storia romana- al medioevo (edizione del Codice berlinese Hamilton 396, del XIII sec.), all'agiografia sarda (San Giorgio di Suelli, San Saturno, Santi Gavino, Proto, Gianuario) e alla geografia storica. In campo giudaico-ellenistico (Ricerche sulla letteratura e la storia giudaico-ellenistica, 1924; approfondimenti del I, II, III Libro dei Maccabei) fu tra i massimi studiosi a livello internazionale. E' nota anche la sua attività pubblicistica (Libertà, La voce del popolo, Il Tempo, Sardegna Nuova) e la passione "politica" che nutrì per la propria terra. Lo studioso fu inoltre presidente della Deputazione di Storia Patria per la Sardegna. Morì a Napoli nel 1970.