ALCUNE NOTIZIE DI CRONACA DAL MIO PAESE

MAMOJADAIL TOPONIMOMAMOJADA VISTA DAL CASALISMAMUTHONES E ISSOHADORESPERON=PIRASRAIMONDO BONAMICI

Mamoiada.
Attivo il centro che combatte l'alcolismo
(L'Unione Sarda 2 giugno 2005) 

"Il club e il territorio" è il titolo dell'incontro che sabato si terrà nel centro di aggregazione sociale in via Vittorio Emanuele. L'evento, organizzato dal Club 53 di Mamoiada in collaborazione con l'amministrazione comunale e i servizi sociali, vuole essere un passo importante verso il completo inserimento dell'associazione nella comunità mamoiadina. «Sono state le famiglie stesse - dice Teresa Casula, responsabile del club - a voler cercare una via d'uscita a un fenomeno sociale così importante come l'alcolismo». La scelta di costituire un club anche in questo centro, rientra in un progetto di interventi per affrontare e sconfiggere la piaga dell'alcolismo. Un'idea di larghe vedute sin dalla sua nascita, quando, nel "Corso di sensibilizzazione alle problematiche alcol correlate" tenutosi a Ozieri nel 2002, fu individuato l'obiettivo di fondare club di alcolisti in trattamento (Cat) in paesi come Oliena, Mamoiada e Orgosolo. «Traguardi raggiunti a Oliena e Mamoiada. Mentre a Orgosolo - dice Salavatore Mele, ex vice presidente Aicat (l'associazione italiana Cat) - stiamo ancora lavorando, sebbene molte famiglie già si incontrino nei club di Nuoro ». (p. p. s.).

Mamoiada. Graziano Deiana, al suo secondo mandato, presenta il programma
P«Carte vincenti? Turismo e artigianato»
(L'Unione Sarda 29 maggio 2005) 

Gli amministratori di Mamoiada (M.L.)Integrazione ambiente e territorio, appoggio alle attività produttive locali - come artigianato e viticoltura - potenziamento dei servizi a 360 gradi, non solo per le fasce di disagio. Sono questi i quattro punti chiave della dichiarazione programmatica con i quali venerdì si è insediato il nuovo consiglio comunale di Mamoiada. Ad essi Graziano Deiana, riconfermato dagli elettori alla poltrona di sindaco, ne aggiunge un altro. «Un occhio di riguardo alle potenzialità che il paese e il suo agro hanno come catalizzatori di turismo che però - precisa - non deve essere visto come una panacea a tutti i mali, nel senso che deve essere parte integrante della programmazione ma solo se adeguatamente inserito nel tessuto sociale». Insieme all'insediamento del Consiglio, venerdì è stata ufficializzata anche la nuova Giunta. Oltre al primo cittadino, gli altri componenti sono Salvatore Ballore, vicesindaco e responsabile di Politiche sociali, Istruzione, Bilancio e programmazione, Agricoltura, Bastiano Mele, Politiche giovanili, Sport, Cultura, Turismo, Commercio, Artigianato. Insieme a loro c'è una donna, Pina Galante, Ambiente, Verde pubblico, Traffico, Igiene e Sanità. Rimangono ancora da destinare, Lavori pubblici, Urbanistica e personale che verranno sicuramente accorpati perché lo statuto del Comune di Mamoiada prevede un massimo di quattro assessori. «Riguardo ciò che abbiamo in cantiere nell'immediato - prosegue Deiana - a breve ci sarà un evento legato al vino che ha proprio lo scopo di dare visibilità a un settore che da tempo ha cominciato a dare al paese delle risposte importanti, basti solo pensare alle due cantine (Sedilesu e Puggioni) che anche ultimamente hanno avuto una menzione al Vinitaly». Il primo cittadino anticipa poi un ampliamento del museo dove verranno aggiunte altre maschere, oltre che delle nuove apparecchiature informatiche che ne faranno un centro di cultura multimediale. «Ci sarà una continuità con la politica avviata in questi ultimi 5 anni - spiega il sindaco - ma allo stesso tempo siamo aperti ai suggerimenti che arriveranno dalla minoranza. Anche se io preferisco parlare di Consiglio comunale tout court, senza opposizioni inutili ma solo costruttive. Anche perché vorrei che servisse d'esempio alla comunità che deve superare una volta per tutte le lacerazioni interne».

Francesca Gungui

Mamoiada. Annuncio dello scrittore Peppino Canneddu
Peron sardo? L'Argentina accetta l'esame del Dna
(L'Unione Sarda 22 maggio 2005) 

Si avvicina a una soluzione il mistero Piras/Perón che da più di cinquantanni lega indissolubilmente l'Argentina a Mamoiada. A dipanare la matassa - e stabilire una volta per tutte se il mamoiadino Giovanni Piras e il presidente Juan Perón sono la stessa persona - sarà l'analisi del Dna che molto presto potrà essere fatta sul corpo del generale sudamericano. A dare la notizia, ieri, è stato Peppino Canneddu, studioso mamoiadino che da oltre quarant'anni studia l'argomento, nel bel mezzo del convegno alla biblioteca Satta sul tema "Emigrantes Sardegna - Argentina. Dal Gennargentu alle Ande sulle tracce di Perón/Piras", interno alla manifestazione "Voci di maggio". L'annuncio «Ho ottenuto dal governo argentino l'autorizzazione a che il corpo di Juan Perón venga riesumato - è l'annuncio dello studioso che dal 1960 insegue la verità sui due personaggi - così finalmente potremo avere un riscontro oggettivo a tutti gli indizi che finora mi hanno portato a pensare che Piras e Perón fossero in realtà la stessa persona». Poi, senza scomporsi e anticipando le obiezioni a cui ormai ha fatto il callo, ha aggiunto: «Tutte tracce che per altro io posso documentare e che sono pronto a mettere a disposizione di chi volesse approfondire la vicenda». Accanto a lui Gigi Sanna, leader degli Istentales (promotori della grande kermesse culturale giunta al suo quinto anno consecutivo) annuisce. I due qualche tempo fa hanno avviato una collaborazione, poi sfociata in una composizione musicale che rievoca la storia. Naturalmente ogni cosa ha un prezzo, anche se in questo caso non si parla di denaro. Perché l'autorizzazione diventi esecutiva, è infatti necessario che Canneddu da una parte e i discendenti di Giovanni Piras dall'altra (tra cui anche l'attuale assessore regionale al Lavoro Maddalena Salerno, presente ieri in sala insieme al fratello Piero) accettino alcune condizioni. Le clausole: La prima: «I suoi discendenti devono prima firmare un accordo col quale rinunciano a tutta l'eredità del presidente che ora è conservata in Svizzera, naturalmente qualora Piras e Perón fossero la stessa persona - spiega Canneddu - e devolverla tutta a favore di qualche associazione argentina». Cosa fatta - almeno nella sua prima parte - visto che i Salerno hanno sempre sostenuto di voler rintracciare le orme del loro avo solo per poter mettere un fiore sulla sua tomba, senza mirare a eventuali eredità. Lo studioso, però, dichiara anche di volersi battere perché, una volta appurata la vera identità, una parte del denaro venga utilizzata per creare una fondazione dedicata al mamoiadino Giovanni Piras. Per verificare la fattibilità di quest'ultima proposta bisognerà attendere gli sviluppi futuri. La seconda condizione è ben più delicata: «In una cassetta di sicurezza di una banca possiedo ben conservata una immagine di Evita (seconda moglie di Perón) nella camera mortuaria», ricorda lo scrittore. Poi spiega: «La funzionaria argentina che rappresenta il mio contatto col governo locale, mi ha chiesto che come contropartita alla riesumazione del corpo di Perón io consegni quella foto alla fondazione Evita di cui lei fa parte». Sembra quindi che non ci siano più ostacoli alla soluzione del mistero che da decenni tiene in sospeso decine di storici e giornalisti. A cominciare da Nino Tola, dell'Unione Sarda, già nel lontano 1951. In merito alla vicenda, ieri, c'è stata anche qualche voce fuori dal coro. Uno per tutti l'ex assessore regionale Luigi Cogodi.

Francesca Gungui

L'incontro culturale è inserito nel cartellone di "Voci di maggio"
Convegno sull'origine di Peron
(L'Unione Sarda 18 maggio 2005) 

Vedi la locandinaUn appuntamento che potrebbe chiarire molti altri aspetti ancora oscuri, alcuni davvero clamorosi sulla presunta origine sarda del presidente argentino Juan Peron, che in realtà sarebbe stato il mamoiadino Giovanni Piras. Un dilemma che ormai si trascina da diversi anni, da quando per primo il giornalista dell'Unione Sarda Giovanni Tola nel 1951 iniziò ad indagare sulla enigmatica vicenda. Se ne riparla sabato mattina, a partire dalle 9,30, nella biblioteca Satta in occasione del convegno inserito nella manifestazione Voci di maggio, dal titolo «Emigrantes, Sardegna - Argentina. Dal Gennargentu alle Ande sulle tracce di Peron Piras». Interverranno Priamo Siotto (presidente del Consorzio per la pubblica lettura «S. Satta), Graziano Deiana (sindaco di Mamoiada), Peppino Mureddu (presidente della comunità montana del Nuorese), il neo presidente della Provincia Roberto Deriu, l'assessore regionale al lavoro Maddalena Salerno. Un appuntamento che potrà inoltre contare sui contributi del giornalista Gianni Minà e Antonio Zidda (fratello di Peppe, fiduciario di Juan Peron e sottosegretario al Lavoro nel governo della provincia federale di Santiago del Estero). Previste le relazioni del giornalista dell'Unione Sarda Carlo Figari (I desaparecidos sardi. La memoria recuperata), dell'avvocato Luigi Cogodi, (difensore di parte civile nel processo "Desaparecidos" celebrato a Roma), Bonaria Spignesi (presidente dell'associazione Tutela Migrantes), don Paolino Fancello (Il ruolo della Chiesa in Sud America), il Presidente della federazione stampa italiana Franco Siddi, il giornalista Giancarlo Dotto, la psicoterapeuta Giovanna Porcu, lo scrittore Peppino Canneddu.

Luca Urgu

Mamoiada sta dimenticando il triste passato
Cancellare definitivamente il malessere
(L'Unione Sarda 4 maggio 2005) 

A Mamoiada la campagna elettorale per le comunali si surriscalda a quattro giorni dal voto. A fronteggiarsi sono la lista di centrosinistra "Unione per Mamoiada" guidata dal sindaco uscente Graziano Deiana e quella civica "Dialogare per costruire" capeggiata da Nino Angioi. La formula di comunicazione scelta per dialogare con l'elettorato è ovviamente quella più congeniale in un paese di circa 2600 anime: il porta a porta. Per alcuni versi simili tra loro, entrambi i programmi puntano innanzitutto alla valorizzazione dei prodotti tipici, agroalimentare, artigianato e risorse ambientali «Nel formare la lista, i nostri obiettivi sono stati da un lato assicurare una continuità al lavoro svolto finora - spiega Graziano Deiana - dall'altro garantire l'innovazione necessaria nella formazione di un gruppo che si propone di governare per i prossimi cinque anni». A comporre la squadra di "Unione per Mamoiada" sono grosso modo tutti i rappresentanti dell'amministrazione uscente: «Siamo forti del fatto che abbiamo concluso il nostro mandato portando a termine il 90 per cento degli obiettivi - continua Deiana - questo duro e costante lavoro è stato premiato con il raggiungimento di uno sviluppo e di una crescita riscontrabili nel vivere sociale quotidiano e nella definizione di un clima di tranquillità nelle relazioni all'interno del paese». La lista di centrosinistra «si impegna a lavorare per un paese sempre più vivibile, che sappia esprimere un'anima, avendo sempre chiaro il senso della legalità e dell'equità». "Dialogare per costruire" riunisce, invece, giovani professionisti ed esordienti della politica. La loro è una lista civica che attraversa un po' tutti gli orientamenti. «Il nostro primo obiettivo è dare vita a un'amministrazione che nelle proprie scelte coinvolga sempre la comunità - fa sapere Nino Angioi - la nostra idea è per esempio quella di dare vita a un Consiglio comunale itinerante, creare la figura del rappresentante del rione, e rendere partecipi le varie associazioni». Il pensiero va anche all'assetto urbanistico: «Mamoiada è un centro dove non c'è niente di nuovo e niente di vecchio - commenta Angioi - Per questo vogliamo concentrarci sulla riqualificazione dei vuoti urbani, non solo piazze ma anche restauro dei pochi immobili di valore storico». Il programma di "Dialogare per costruire"? «Il nostro logo rappresenti un anziano e un bambino, crediamo che nel paese il malessere sia ancora tanto».

Francesca Gungui