La Notizia///////////////////////////
///////////////////di Giannetto Lapia

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“Gabriele vuole la Luna” - L'autismo, la famiglia, la scuola.
Un libro fresco, vero, da leggere in compagnia di se stessi!

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”Il libro “Gabriele vuole la Luna” è cresciuto a poco a poco, dopo mesi ed anni, a contatto con l'autismo di mio figlio Gabriele - Così ci parla dell’opera la sua autrice, Giovanna Peddio, nuorese e desulese d’adozione.
Tanti fogli sparsi su vari quaderni sui quali ho dato sfogo al mio dolore, alle mie preoccupazioni nei quali ho espresso il mio amore di madre e l'immensa gioia di un sorriso. Sono venute fuori pagine di rabbia e protesta, pagine a volte dure, dettate dalla consapevolezza di quanti falsi miti ruotino intorno
all'autismo, di quanta freddezza e incomprensione si possano incontrare in questo percorso accidentato. Nel tempo, alcune circostanze fortuite, hanno favorito la trasformazione dei tanti appunti in un vero e proprio libro che spero non rimanga una voce che urla nel deserto dell'indifferenza, ma venga ascoltata da tutti coloro che vivono a contatto con questi nostri ragazzi, con questi nostri fratelli e figli che non sanno parlare, ma hanno tanto da dirci e tanto bisogno del nostro aiuto”. La finalità del libro e' appunto quella di sensibilizzare il lettore verso le difficoltà quotidiane che devono affrontare le migliaia di famiglie alle prese con un familiare autistico. Famiglie che troppo spesso vivono i loro problemi in grande solitudine, tra mille difficoltà, che conducono una vita ai limiti della sopravvivenza, che rinunciano ad avere una vita sociale, genitori che devono fare i salti mortali per conciliare le esigenze di assistenza del proprio figlio con il lavoro e gli altri impegni della vita quotidiana. Fratelli e sorelle segnati da una vita diversa, una vita difficile. Sono tante le persone autistiche che non hanno voce. Attraverso Gabriele, l’autrice, ha voluto dar voce a chi non sa parlare, a chi non sa chiedere, ma ha bisogno dell'affetto di tutti. Un autistico ha bisogno innanzitutto di rispetto. Di non essere considerato un cittadino di serie “B”, ma un cittadino con dei diritti che la Legge prevede e che devono essere rispettati da tutti: scuola, medici, istituzioni.
Per questo i genitori devono saper alzare la voce: per dar voce ai propri figli. Niente pietismi ne piagnistei, ma dignità. Le famiglie non chiedono favori ne compassione, ma diritti per queste persone disagiate, affinché nessuno possa permettersi di danneggiarle ulteriormente, privandole del sostegno e dell'assistenza scolastica, dell’abilitazione per ottenere il massimo recupero delle loro potenzialità. Sono persone che col loro comportamento bizzarro ci chiedono aiuto. La prefazione, è stata curata da un luminare della psichiatria, il prof Francesco Barale, dell’Università di Pavia, nonchè Presidente dell'Associazione ANGSA, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, padre di un ragazzo autistico e soprattutto il fondatore della “Cascina Rossago”, la prima “farm community” italiana per autistici adulti.
(08-04-2011)